sabato 5 aprile 2014

Gli occhi di chi c'era - una testimonianza sull'aggressione al circo di Viviana Orfei

gli attimi successivi all'aggressione - 30 marzo 2014
foto di 
AFVG

















Pubblichiamo la toccante testimonianza di Federica D. sull'aggressione ai danni di 5 attivisti da parte di alcuni cirensi del circo Viviana Orfei attendato a Pordenone, avvenuta il 30 Marzo.
I suoi sentimenti e i suoi ricordi sono anche i nostri, e di tutte le persone presenti alla manifestazione di protesta contro l'attendamento del circo di Viviana Orfei. Crediamo sia giusto e importante non dimenticare, affinché questo atto di violenza- vile e senza precedenti- resti per sempre nelle coscienze di tutti. 


Chiudo gli occhi, lo faccio spesso in questi ultimi giorni.
Li chiudo e rivedo sempre la stessa scena, rivedo quelle persone correre verso la mia macchina e la macchina dei miei due amici, inchiodo, suono il clacson all'impazzata, le gambe che tremano e il sangue che si gela.
Rivedo i calci sulla portiera, la mia amica che prende uno schiaffo, viene sbattuta sul cofano della macchina e poi a terra..rivedo le persone su di lei, i pugni sulla sua testolina bionda e mi sento morire dentro.
Rivedo il mio amico accovacciato, sento il rumore dei pugni, il rumore dei calci sul suo corpo quasi inerme..sento la mia voce che esce come mai prima nella mia vita.
Rivedo quegli occhi, rivedo quella brutalità, quella violenza implacabile.
Mi sento impotente, quel giorno come oggi.
Vedo un altro ragazzo con il sangue sulla bocca e la faccia livida, vedo la dignità di un uomo svanire sotto quei colpi vigliacchi.
Altre due ragazze, una stesa a terra: è bianca in volto, non parla.
Sento l'altra che annaspa, non respira. Poi ricordo che ha un problema e che potrebbe costarle cara la mancanza di aria nei polmoni.
Rivedo quel caos durato pochi minuti, un istante lungo una vita.
Mi sento spaesata.
Voglio solo sedermi e dimenticare tutto, le gambe e le mani mi tremano ancora..il respiro inizia a mancarmi..mi allontano con il vuoto dentro, quasi incredula di quanto i miei occhi hanno appena visto e di quanto le mie orecchie hanno sentito..intorno a me il panico: urla, pianti, sirene.
Ogni volta che riapro gli occhi poi mi rendo conto di quanto male sono capaci gli esseri umani, e mi immedesimo negli animali che ogni giorno subiscono angherie da parte di chi vuol domarli e snaturarli..li immagino soli, in quelle gabbie..una lacrima solca il mio viso. L'impotenza, la paura e la rassegnazione ci accomuna in questo momento.
Vorrei augurare a tutte le persone che non hanno assistito a tutto questo di non vivere mai una sensazione come quella che sto provando io in questi giorni, di non avere mai questo senso di angoscia e timore che mi attanaglia, la paura di rivivere davvero la stessa scena.
Vorrei dire a chi ha calunniato le persone che come me cercano ogni giorno di difendere i più deboli, i senza voce, gli indifesi, che l'empatia è una dote da ammirare. Vorrei chiedere a queste persone di mettersi nei panni di questi ragazzi che sono stati picchiati brutalmente e nei panni di chi- inerme- ha assistito a tale violenza, di provare ad immaginare che cosa abbiamo provato..a prescindere che siano o meno a favore degli animali.
Se non esiste più nemmeno la sensibilità nei confronti di chi subisce certe cose io non voglio pensare in che mondo vivranno quelli che sono i bambini di oggi e di domani.
A prescindere che chi legga sia o meno animalista, vi chiedo di riflettere.
E per concludere posso dire a gran voce che no, non ci siete mancati.

Federica D.

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