martedì 6 dicembre 2011

ANCORA ANIMALI IN GABBIA: CAMPIONATO ITALIANO DI ORNITOLOGIA A PORDENONE


Il 17 e il 18 dicembre avrà luogo, presso la Fiera di Pordenone, il Campionato Italiano di Ornitologia.
L'evento è curato dall' Associazione Ornitologica Pordenonese.

Gabbie e ancora gabbie, prigionia e sopraffazione mascherate da tradizione e da evento per famiglie.
Sono centinaia di uccelli costretti a trascorrere la loro non-vita in gabbia.

Essendo Pordenone dotata da anni di un Regolamento di Tutela Animali, è naturale fare alcune riflessioni.

Titolo VI – VOLATILI
Art. 31 - Detenzione di volatili
1. I volatili, per quanto riguarda le specie sociali, dovranno essere tenuti possibilmente in coppia.
2. Per i volatili detenuti in gabbia, le stesse non potranno essere esposte a condizioni climatiche sfavorevoli ed i contenitori dell’acqua e del cibo all’interno della gabbia dovranno essere sempre riforniti e mantenuti puliti.

Art. 32 - Dimensioni delle gabbie
1. Al fine di garantire lo svolgimento delle funzioni motorie connesse alle caratteristiche etologiche dei volatili, sono individuate le dimensioni minime che devono avere le gabbie che li accolgono:
a) per uno, e fino a due esemplari adulti: due lati della gabbia dovranno essere di cinque volte, ed un lato di tre, rispetto alla misura dell’apertura alare del volatile più grande;

b) per ogni esemplare in più le suddette dimensioni devono essere aumentate del 30%.

2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano nei casi inerenti viaggi a seguito del proprietario o il trasporto e/o il ricovero per esigenze sanitarie.

NOI A QUESTO PUNTO FACCIAMO UN ESEMPIO:

Canarino domestico : apertura alare intorno ai 20 cm

20x 5 = 100 cm (1 metro ) due lati della gabbia

20x 3 = 60 cm altro lato della gabbia
( fino a due esemplari )

E CHIEDIAMO: QUESTO REGOLAMENTO SARA' APPLICATO NEL CASO DEL CAMPIONATO ORNITOLOGICO A PORDENONE?

O SI FARA' FINTA CHE L'ARTICOLO 32 NON ESISTE?


Sempre dal Regolamento per la tutela degli animali del Comune di Pordenone citiamo:

Art. 18 – Esposizione di animali

1. Gli animali in esposizione detenuti all’interno dell’esercizio commerciale dovranno essere sempre provvisti di acqua e di cibo ed i gatti anche della cassettina igienica. L’esposizione degli animali in vetrina o all’esterno degli esercizi commerciali fissi non è consentita per più di quattro ore giornaliere complessive (ferme restando le disposizioni dei successivi articoli 23, 32 e 34), con unica eccezione dei pesci in acquario. A tal fine l’esercizio deve disporre di adeguati spazi o modalità per il riposo degli animali quando sia trascorso il periodo di esposizione.

2. Le attività commerciali ambulanti ed occasionali, inerenti la vendita e/o l’esposizione di animali, hanno l’obbligo di tenere gli stessi in esposizione per non più di cinque ore giornaliere, protetti dal sole e dalle intemperie, fornendo loro il cibo e l’acqua necessari nonché anche la cassettina igienica per i gatti; nel caso che l’attività riguardi i volatili, valgono anche le disposizioni di cui al successivo art. 32 relativo alle dimensioni delle gabbie.

3. Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui ai commi precedenti, viene disposta la chiusura o la sospensione dell’attività per una intera giornata, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento.



CAMPIONATO ORNITOLOGICO - Orario apertura al pubblico :

Sabato 17 dalle ore 8.30 alle ore 18.30                      Totale ore 10
Domenica 18 dalle ore 8.30 alle ore 17.00                 Totale ore 8.30


Se c'è l’obbligo di tenere gli animali in esposizione per non più di cinque ore giornaliere...
è lecito dire che anche in questo caso il Campionato Ornitologico contravviene al regolamento?

Noi diciamo di SI.

E diciamo NO al campionato di ornitologia, perché non ci sarà mai nulla di affascinante, naturale o divertente nel canto di piccoli prigionieri a vita.
L'unico vero canto è il canto libero.

mercoledì 23 novembre 2011

"AMICI ANIMALI IN FIERA" : PER L'AMMINISTRAZIONE E' TUTTO REGOLARE


Lettera aperta al Sindaco di Pordenone Dott. Claudio Pedrotti

Egregio Signor Sindaco,
 

Apprendiamo dagli organi di stampa che l'Amministrazione che Ella rappresenta, per voce dell'Assessore Moro, ritiene che in occasione della manifestazione “Amici animali in fiera” non vi sia stato nulla da eccepire dal punto di vista del benessere degli animali.
L'Assessore Moro ha dichiarato infatti che “in quella rassegna non è stata violata alcuna norma” e ha ricordato che i controlli sui presunti abusi hanno dato esito negativo.

Siamo e sempre saremo contrari a qualsiasi manifestazione che preveda lo sfruttamento di animali; essi non sono oggetti o merce da esporre, né tanto meno strumenti funzionali allo svago o al divertimento di quanti ritengono di poterne disporre a proprio piacimento.

Ci rivolgiamo direttamente a Lei, Signor Sindaco, invitandoLa a prendere visione delle immagini girate all'interno della manifestazione e a dirci con tutta sincerità se per Lei è ammissibile assistere allo spettacolo di gechi e rettili rinchiusi in piccole scatolette di plastica, maialini, cincillà, furetti, gatti, insetti, uccelli, tutti esposti e detenuti in condizioni di stress incompatibili con le loro caratteristiche etologiche.

Certo, si può sempre fare finta che sia tutto a posto, archiviando questa vicenda come una disputa politica.
Ma non ci sono parole o dichiarazioni che possano cancellare le reali condizioni di vita di quegli sfortunati animali che, nell'indifferenza generale, continueranno a passare di fiera in fiera, rinchiusi in misere vaschette, anche grazie ad Istituzioni che preferiscono voltarsi dall'altra parte, forse reputando “marginali” questioni come questa.

Pordenone si fregia del logo “città amica degli animali” e possiede un regolamento di tutela che può, senza ombra di dubbio, essere definito all'avanguardia.
Tuttavia, se per Voi quanto accaduto in fiera è assolutamente regolare, allora riteniamo lecito domandarci a cosa serva un regolamento che, nei fatti, viene applicato con i risultati che abbiamo visto.
Al di là degli aspetti normativi ci permetta, Signor Sindaco, di appellarci alla Sua coscienza e alla Sua sensibilità.
Perché quanto abbiamo visto e quanto abbiamo documentato non può in nessun caso ritenersi accettabile.

sabato 5 novembre 2011

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO MC DONALD'S A FIRENZE


Animalisti FVG sostiene la 
Manifestazione Nazionale contro Mc Donald's 

DOMENICA 27 NOVEMBRE - ORE 15 - 
PIAZZA DELLA REPUBBLICA - FIRENZE

IL CORTEO SFILERÀ LUNGO LE VIE 
DEL CENTRO FIORENTINO.
DURANTE IL SUO SVOLGIMENTO, TRAMITE L'AUSILIO 
DI UN MAXISCHERMO DI 12 METRI QUADRATI,
 VERRANNO PROIETTATI FILMATI-VERITÀ 
SULLA CONDIZIONE DEGLI ANIMALI IN QUESTA SOCIETÀ,
FILMATI ANTISPECISTI E FILMATI RELATIVI ALL'EVENTO.

Comunicato ufficiale del coordinamento organizzatore:
Ogni anno il consumismo chiede il suo tributo di corpi e violenta l’ambiente che ci circonda.
A pagarne le conseguenze maggiori sono i più indifesi.
I primi fra loro sono gli ANIMALI.
Ma i crimini perpetrati dalle multinazionali come McDonald's coinvolgono gli animali,come anche l’ambiente e la salute delle persone; incidono sulla fame nel mondo come sui diritti dei lavoratori.
McDonald's è uno dei maggiori simboli di questo sfruttamento trasversale e questa lotta fa parte di una battaglia più ampia contro le logiche di sfruttamento di tutti gli esseri viventi.
Essendo l'informazione un diritto di tutti e l'unica base legittima su cui operare una scelta, Domenica 27 Novembre sarà organizzato a Firenze un ''Corteo Nazionale contro McDonald's'' in cui,tramite un MAXISCHERMO di 12 metri quadrati,verranno proiettati FILMATI-VERITÀ al fine di dare INFORMAZIONE.

I movimenti aderenti ritenengono inaccettabile concepire come mera risorsa economica chiunque sia senziente, dunque non un oggetto ma un soggetto e rifiutano ogni discriminazione fondata sul concetto di razza, sesso o specie.
Parallelamente, reputando impossibile e incoerente una giustizia separata fra tutti coloro che abitano la terra, rifiutano ogni totalitarismo e discriminazione di qualunque provenienza ideologica, verso animali umani e non umani.

Invitiamo tutti coloro che si riconoscono in questi principi a prendere parte all'evento.

martedì 1 novembre 2011

1° NOVEMBRE, LA GIORNATA MONDIALE VEGAN


Oggi è il primo novembre, e in tutto il mondo si celebra il WORLD VEGAN DAY, una giornata interamente dedicata alla diffusione dello stile di vita vegan e promossa dal 1994 a cura della Vegan Society.

Il concetto di veganismo nasce grazie a Donald Watson nel lontano 1944, proprio con la creazione della Vegan Society, promotrice di questo stile di vita non violento che esclude qualsiasi forma di sfruttamento animale.

Per conoscere le ragioni che stanno alla base della scelta vegan vi invitiamo a "fare il collegamento" guardando questo documentario, davvero completo ed esplicativo.

Si tratta di FACCIAMO IL COLLEGAMENTO, documentario realizzato da Environment Films per la Vegan Society inglese.

Tutti i motivi per essere vegan raccontati da tante persone che hanno fatto questa scelta: per gli animali, la salute, la cucina, l'ambiente, la società, la forma fisica.

Vengono intervistate diverse persone: cuochi, un'atleta, una mamma vegan, una nutrizionista, una deputata, un direttore e un consulente di un'azienda agricola senza animali, ambientalisti, una ricercatrice, un autore e poeta.

Tutti spiegano, con dati interessanti ed esempi personali, come la scelta vegan sia vincente da ogni punto di vista: il futuro per tutti. 








Per sapere come mangiare "senza crudeltà" visita http://www.vegfacile.info 
  

lunedì 31 ottobre 2011

CENA AUTUNNALE VEGANA BY ORANGE CHEFFES AD AVIANO


CENA AUTUNNALE VEGANA 
by Orange Cheffes (Giacomo Forato e Marianne Muntendam) 

domenica 13 novembre alle ore 19.30 
Osteria dei Poeti - Piazza Duomo16, Aviano
Prenotazione obbligatoria- tel.329.2175777
prezzo: € 25,00 a persona


"Almeno per oggi, gli animali ti saranno grati"

Menù:

- insalata mista con verza, pomodori secchi, anacardi,mela/pera, uva sultanina, olive, capperi, condita con olio di oliva extra vergine e tamari;

- zuppa di zucca al latte di cocco;

- lasagne di pane azimo, spinaci;

- polpette carote/porro e tofu;

- cavolfiore e broccolo al forno con curcuma;

- patata al cartocio con speciale salsa di yogurt (veg naturalmente);

- I DOLCI DI MARIANNE (a sopresa).

Il menù potrebbe subire delle variazione in base alla disponibilità della verdura di stagione

Suoneranno i "St.John Upon the Fired House"

sabato 29 ottobre 2011

COS'È IL BAREFOOT E PERCHÉ LA LAV LO SOSTIENE



Si è diffusa da tempo immemore la scuola di pensiero secondo la quale i cavalli debbano essere ferrati, soprattutto quelli usati per le discipline sportive, tanto amatoriali quanto professionali.

Quando si affronta il discorso con cavalieri o gestori di maneggi, spesso ci si sente dire:
"Tu cammineresti scalzo sui sassi? Perché ti metti le scarpe? Ebbene, i ferri sono le comode scarpe del cavallo!"
Un'affermazione capace di fare presa e di risultare logica, tanto che la stragrande maggioranza delle persone ritiene normale la ferratura e, anzi, la considera come un importante indice di cura del piede.
Per capire la portata di questo pensiero, vi basti considerare quanti animalisti, o volontari per la protezione degli animali, segnalino alle associazioni che si occupano di tutela degli equidi cavalli che vivono in libertà, elencando, nelle motivazioni del presunto maltrattamento, anche l’assenza dei ferri.

Però il cavallo nasce scalzo. Non è stata la natura a dotarlo di ferri, ma l'uomo.

Davvero questa pratica assicura benessere al cavallo e viene effettuata a suo esclusivo beneficio?


Se i ferri sono veramente indispensabili, allora come fanno i cavalli bradi a stare senza?
C'è il rischio che sviluppino qualche patologia a carico del piede?
La loro unghia è più fragile?

La ferratura è uno dei risultati della scuderizzazione del cavallo, ovvero del suo mantenimento in condizioni oltre che innaturali anche inidonee.

Infatti, i cavalli devono vivere in ambienti ristretti, senza possibilità di muoversi e pertanto di consumare l’unghia, come avviene per i soggetti che vivono allo stato brado o semi-brado, e inoltre permangono a lungo sulle loro stesse deiezioni, quindi a contatto con le esalazioni ammoniacali prodotte dall’urina.

Possiamo ragionevolmente dire che la ferratura è un mezzo per porre rimedio al danno conseguente la stabulazione, ma oltre a non essere risolutivo e a costringere il cavallo alla continua opera del maniscalco, produce a sua volta altri danni che, ovviamente, ricadono sul cavallo.

Per correttezza di informazione, e per fornire una più ampia panoramica del tema anche ai non esperti di cavalli, elenchiamo le motivazioni a supporto della ferratura.

Il punto di vista tradizionale: perché ferrare il cavallo.
Le cause dell'indebolimento dello zoccolo del cavallo domestico, che vengono comunemente invocate per sostenere la necessità della ferratura, sono le seguenti:
Nutrimento meno sano:
Erbe verdi, rami e cespugli, consumati allo stato selvatico, sono ricchi di nutrienti come il beta carotene. I foraggi coltivati perdono una parte notevole del loro carotene entro poche ore dalla raccolta, e quindi non forniscono al cavallo questo componente vitale della dieta. Lo zoccolo è fatto di sostanza cornea, proprio come l'unghia dell'uomo, e cresce duro, robusto e flessibile solo con una nutrizione ottimale.
Terreno meno vario:
In natura i ferri non sono necessari perché il cavallo cammina e pascola continuamente su un'ampia varietà di terreni. La conseguenza di questo movimento continuo sul piede del cavallo è che i loro piedi vengono consumati fino ad assumere una forma piccola, liscia, regolare e dura. La continua stimolazione della suola la mantiene spessa e dura, proprio come un callo. Tuttavia, allo stato domestico, il normale movimento del cavallo copre una distanza giornaliera molto minore. Quindi, gli zoccoli si induriscono molto di meno e sono maggiormente soggetti a traumi.
Peso aggiuntivo:
Gli zoccoli dei cavalli si consumano rapidamente quando sono sottoposti al peso di un cavaliere o di un carico o allo stress aggiuntivo del traino di un carro.
Clima più umido:
I cavalli si sono spostati dalle steppe più aride ai climi più umidi dell'Europa settentrionale. Questo clima più umido ed i terreni pesanti hanno indebolito i loro zoccoli e li hanno resi più soggetti a rovinarsi, rendendo necessaria la ferratura; infatti, fu proprio nell'Europa settentrionale che la ferratura cominciò a venire applicata regolarmente.
Esposizione all'ammoniaca:
Gli zoccoli dei cavalli mantenuti in stalle o in piccoli paddock sono costantemente esposti all'ammoniaca prodotta dalla loro urina. La muraglia dello zoccolo, costituita da proteine, è indebolita da questa continua esposizione. L'uso dei ferri non evita o riduce il danno da esposizione all'ammoniaca. Tuttavia, riduce l'usura dello zoccolo indebolito.
In cattività, a causa dell'assenza dei fattori condizionanti presenti allo stato selvatico, gli zoccoli crescono larghi, lunghi, fragili e molli. Quindi, offrono scarsa protezione dalle rocce e dalle superfici dure e irregolari. Vi è un costante pericolo di rottura delle muraglie troppo lunghe e poco resistenti, o di ematomi dei tessuti molli all'interno del piede, a causa dell'insufficiente spessore e durezza della suola.
Ferratura correttiva:
La forma, il peso e lo spessore di un ferro possono influire significativamente sull'andatura del cavallo. I maniscalchi addestrati alla ferratura a caldo possono adattare i ferri per aiutare i cavalli con problemi alla muscolatura o al sistema osteoarticolare delle loro zampe.
Presa sul terreno:
Accessori come il vidia per il ghiaccio e i ramponi per terreni fangosi o scivolosi, sono utili per cavalli ad alte prestazioni come i cavalli da presentazione, i cavalli da salto, quelli utilizzati per il polo, e altri cavalli che devono sviluppare alte velocità in terreni vari o su superfici non ottimali.
Manipolazione delle andature:
Alcune razze come i Saddlebred, i Tennessee Walking Horse e altri cavalli sono valutati in base all'elevazione delle loro andature. Una ferratura speciale può essere d'aiuto per accentuare la loro andatura naturale.

Non bisogna essere animalisti per riconoscere il comune denominatore delle motivazioni a sostegno della ferratura, ossia l’azione nefasta dell’uomo, che priva il cavallo dei suoi elementi naturali e di alcunBAREFOOTi componenti essenziali della sua alimentazione, lo reclude in spazi ristretti in totale spregio della sua etologia, abbassa sensibilmente la sua qualità di vita, influisce negativamente sul suo benessere e sulla sua salute e poi… contrasta il danno con un ulteriore danno.

Quali sono gli inconvenienti della ferratura?

limitazione del meccanismo dello zoccolo
L'abolizione dell'arco plantare anteroposteriore e la presenza dei chiodi e delle barbette concorrono a limitare l'elaterio. Ne consegue una marcata riduzione dell'efficienza del meccanismo dello zoccolo, con conseguenze particolarmente rilevanti sulla circolazione sanguigna locale ma non trascurabili anche sulla circolazione sanguigna generale (ridotto ritorno venoso).
La parte posteriore del piede (glomi-talloni-fettone), mantenuta costantemente in posizione "contratta", tende ad atrofizzarsi (i glomi e i talloni si avvicinano fra loro, il solco mediano diventa più profondo, il fettone si restringe).
limitazione o abolizione del contatto passivo della suola e del fettone con il suolo.
La suola, priva del contatto con il suolo, non si trasforma in callo; piuttosto si accumulano notevoli quantità di suola "morta", friabile, che non offre alcuna protezione alle strutture sottostanti, con aumento della probabilità di sobbattiture durante il movimento su terreni sassosi e sede di possibile invasione da germi opportunisti (vedi fettone).
Il fettone, privo di contatto con il suolo, è più facile preda di attacchi batterici e fungini (il cosiddetto "marciume", in inglese thrush).
limitazione dell'assorbimento degli shock meccanici
La funzione di dissipazione degli shock meccanici svolto dalle strutture posteriori del piede (talloni, fettone, sottostanti cartilagini laterali) è resa inefficace. Lo shock viene trasmesso direttamente dal ferro alla muraglia, e si ripercuote, senza adeguato smorzamento delle vibrazioni, al soprastante apparato osteoarticolare esponendolo a usura accelerata. Il cavallo ferrato dovrebbe essere usato il meno possibile su terreni molto duri, per evitare i danni conseguenti.
diminuzione della presa su superfici dure e lisce
La scarsa presa del ferro su superfici quali lastroni e pavimentazioni in pietra, asfalto, cemento implica la concreta possibilità che il cavallo scivoli, sia durante il movimento all'esterno che negli spostamenti all'interno della scuderia o nelle piattaforme destinate al grooming. Il rischio di incidenti con gravi conseguenze sia per il cavallo che per il cavaliere è reale e concreto, anche se può essere limitato da opportuni accorgimenti (applicazione di punte o di particelle di vidia, in inglese borium).


Negli ultimi anni il punto tradizionale di vista sulla ferratura è stato rivisto sulla base di argomentazioni scientifiche riguardanti la fisiologia dello zoccolo a seguito degli studi della veterinaria tedesca Hiltrud Strasser e delle osservazioni dei Mustang in libertà, e successive esperienze pratiche di Jaime Jackson, padre del barefoot moovement. Secondo questa scuola di pensiero, la ferratura viene eseguita per paura e per abitudine (by fear and use).

È ormai provato che i cavalli ferrati sviluppino gravi zoppie in quanto la ferratura incide sulla forma, sulla struttura, sulla funzionalità e sulla salute di ognuna delle componenti dello zoccolo, fino a livello cellulare.

È possibile sferrare un cavallo e poi tenerlo scalzo?

Questa è una domanda che non dovrete rivolgere a un maniscalco, perché troverebbe un tot di motivazioni per convincervi a non farlo. Un cavallo scalzo in più è un cliente in meno per lui, tenete sempre presente questo.

In realtà, non c’è nessuna controindicazione, anche per cavalli ferrati da molti anni. Questi dovranno necessariamente attraversare un periodo cosiddetto di transizione, affinché possano guarire le strutture interne dello zoccolo. Si può aiutare il cavallo con l’ausilio di scarpette, in commercio ce ne sono parecchie, ma vi consigliamo di farvi aiutare nella scelta da un bravo pareggiatore.

Lo zoccolo di un cavallo che per anni è stato ferrato non è sano, in più ha subito una graduale distorsione della sua forma: il periodo di transizione può durare un intero ciclo di crescita dello zoccolo, quindi all’incirca otto mesi.

Il gestore del cavallo deve fornirgli vari tipi di suolo sul quale muoversi per abituare lo zoccolo e indurirlo, creando delle zone nel pascolo con terreni diversi, ad esempio può essere utile spargere dell’acciottolato intorno al portarotolo del fieno e all’abbeveratoio, sì da essere sicuri che il cavallo ci cammini sopra con regolarità ogni volta che va a mangiare e a bere.

Terminato il periodo di transizione, si verificheranno notevoli miglioramenti nella sicurezza del piede, nell’impulso e nella resistenza (perché la flessibilità dello zoccolo sferrato agisce come una pompa ausiliaria a sostegno dell’attività del cuore) e nella qualità e agilità del movimento.

In Italia vi sono alcune associazioni aderenti al barefoot movement, la più rappresentativa è Barefoot Horse Italia, che, tra le altre cose, forma professionisti nel pareggio naturale.

Per ulteriori informazioni:
www.barefoothorseitalia.it


Nadia Zurlo
Resp. Settore Equidi LAV