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lunedì 17 agosto 2015

La corsa degli asini di Porcia (PN)


La corsa degli asini di Porcia (PN) si riconferma, ogni anno, un penoso e triste spettacolo di sopraffazione. 
Anche quest'anno - durante tutto il tempo- gli asini hanno fatto capire, con tutte le loro forze, che non volevano partecipare al violento gioco cui erano costretti. Chiediamo a chi guarderà queste immagini di dirci, in coscienza, dove vede il divertimento per questi animali.




Pubblichiamo con piacere questo importante contributo di Troglodita Tribe a commento del video della corsa e cogliamo l'occasione per ringraziare ancora una volta Fabio e Lella (Troglodita Tribe) per il prezioso sostegno. 

Una potente impotenza
Durante tutto il tempo gli asini hanno fatto capire, con tutte le loro forze, che non volevano partecipare al violento gioco cui erano costretti. Le immagini parlano chiaro. Invisibili, sono rimasti inascoltati.

Asini che resistono, che cercano di divincolarsi, che mostrano fastidio, spavento, incredulità di fronte alla stupida e squallida arroganza di chi vuole cavalcarli e usarli come burattini di una festa senza senso. Questo mostra il brevissimo video sulla corsa degli asini a Porcia.

Una sagra che insegue la povera tradizione di turno, che inneggia, proprio mentre violenta e reprime, alla religione, alla pace, alla preghiera. Ma non vogliamo soffermarci sulla solita pochezza che regge la stortura di queste manifestazioni, che sono il sale di tanta cultura che in troppi insistono a voler difendere inneggiando alle radici storiche, antropologiche, sociali di un mondo in disfacimento, che ha ormai distrutto quasi ogni speranza per i suoi stessi discendenti.

Quello che più ci preme notare, invece, quello che ha colpito ancora una volta nel segno fino a tenerci incollati per tutta l’infinita e straziante durata del pur brevissimo video girato dal gruppo Animalisti FVG, sono stati i movimenti degli asini.

Il loro girare su se stessi, il loro impuntarsi, il loro divincolarsi, il loro agitare il muso, la loro espressione di spavento tutte le volte che uno di questi pesanti oppressori saltava con movenze rozze e grossolane su di loro. Tutto il loro parlarci con il corpo era talmente manifesto, talmente urlato, che nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe mai potuto fraintendere.

Una gara che non ha funzionato da alcun punto di vista, una gara boicottata da questi animali che non davano affatto l’impressione della rassegnazione né, tanto meno, della complicità con il “buon padrone”. Non ci stavano, non volevano, e con tutti i mezzi che avevano a disposizione hanno cercato di ribellarsi e di resistere e di impedire quell’insignificante ingiustizia, quella squallida e dolorosa umiliazione.

Certo, non ci sono riusciti, e una ridicola pantomima dove alcuni neanche partivano mentre altri andavano nella direzione opposta, c’è comunque stata.

Una resistenza inutile?

Di certo una potente impotenza, proprio come quella che abbiamo provato nell’assistere a quest’ennesima “prova tecnica di dominio”.

“Che cosa potrei fare?” continui a chiederti.

Irrompere e impedire la gara? Liberare gli asini? Assecondare e favorire i loro tentativi? Denunciare, gridare, scrivere, mostrare l’abiezione e lo squallore di un’ingiustizia che ti coinvolge, che ti riguarda direttamente?
Tutte azioni potenti e resistenti, ma destinate a scontrarsi con la realtà di una macchina che ha sempre ragione, che gira senza fermarsi da millenni stritolando ogni corpo.
Proprio come quegli asini continuiamo a resistere e a ribellarci con i mezzi che abbiamo.
Che altro potremmo fare?

Troglodita Tribe
(fonte: Resistenza Animale)




sabato 1 agosto 2015

Cos'è una fiera ornitologico venatoria


Cos'è una fiera ornitologico venatoria?
Un mercato di animali, una distesa di gabbie. 
La celebrazione della caccia, la mercificazione delle sue vittime.
Un'investigazione tra ciò che avviene sotto gli occhi di tutti, ogni anno, in eventi come questo. 
Abbiamo girato queste immagini girate alla fiera degli uccelli di Arzignano (VI), una delle tante, tristi, fiere ornitologico-venatorie d'Italia.



"E' veramente difficile trovare le parole che argomentino queste situazioni in cui sofferenza e spettacolo sembrano trovare la loro dimensione naturale e così legittimarsi agli occhi del pubblico.
La complicità degli spettatori nel vedere la vita bandita e godere dei corpi dissimili esposti è purtroppo la stessa attraverso cui si condivide in questi giorni la gogna schiavista degli inumani chiamati eufemisticamente'migranti' o quella riservata a tutta quella soggettività sfruttata e discriminata in nome del popolo sovrano. Lo stesso popolo che paga per specchiarsi
nell'ANIMALE e giustificare le 'mostre delle atrocità'.
A queste 'bestie che parlano'- per citare la Ortese- sottraendosi in questo modo al bestiario dello spettacolo, va tutto il mio commosso sentimento di prossimità al dolore e alla gabbia. Le rondini migrano ancora tra l'Europa e l'Africa."

                                                                                     Emilio Maggio

martedì 6 gennaio 2015

Burro vegetale autoprodotto




Un burro vegetale fatto in casa, senza olio di palma!

Ingredienti per un panetto di burro:
1 litro di latte di soia al naturale (non salato, non zuccherato, percentuale di soia minimo 8%)
150 grammi di olio di cocco
2 cucchiai di olio di girasole
1 cucchaino di lecitina di soia
1/2 cucchiaino di sale
4 cucchiai di aceto di mele

Procedimento:
portare il litro di latte di soia, in un pentolino, quasi ad ebollizione ( temperatura di 80°)
spegnere il fuoco e aggiungere 4 cucchiai di aceto di mele, ottenendo la cagliatura del latte
versare i fiocchi di latte di soia in uno scolapasta per separarli dal siero
in un recipiente dai bordi alti unire il cucchiaino di lecitina di soia (sciolto in un cucchiaino di acqua tiepida), l'olio di cocco, i due cucchiai di olio di girasole, il mezzo cucchiaino di sale e i fiocchi di latte di soia. Aiutandosi con un frullatore ad immersione amalgamare gli ingredienti in modo da ottenere un composto della consistenza di una panna vegetale. 
Versare il composto ottenuto in un contenitore di vetro e coprire con una pellicola, lasciando solidificare in frigo per almeno 6 ore

il nostro burro vegetale autoprodotto è pronto, lo possiamo conservare in frigo, in un recipiente chiuso, per circa una settimana.



mercoledì 10 dicembre 2014

Le videoricette: la Gubana di Tamara


Tamara vi propone la versione vegana di un dolce tipicamente friulano: la Gubana. Caratteristico dei periodi di grande festa, questo dolce dal sorprendente ripieno si addice egregiamente al Natale che è alle porte e -perché no?- a ogni occasione! 

Ingredienti per la pasta:
350 ml di latte di soia
700 gr di farina
3 cucchiai di zucchero di canna
90 gr di burro di soia
2 cucchiaini di lievito di birra secco
la buccia grattuggiata di un limone
un bicchierino di rum
due cucchiaini di sale

Ingredienti per il ripieno:
150 gr di pinoli
250 gr di nocciole tostate
250 gr di noci sgusciate
250 gr di mandorle sgusciate
100 gr di cacao in polvere
un bicchierino di grappa
un bicchierino di rum
3 cucchiai di zucchero
250 gr di uvetta
1 cucchiaino di cannella 
un pò di burro di soia 
un po’ di noce moscata grattugiata

Procedimento:
Impastare bene e a lungo tutti gli ingredienti per la pasta e lasciar lievitare il composto (in un luogo riparato) dalle 8 alle 12 ore, a seconda della temperatura dell'ambiente. 
Preparare il ripieno tritando noci, nocciole e mandorle, aggiungendovi l'uvetta precedentemente ammollata nel liquore (grappa e rum), i pinoli, lo zucchero e il cacao, la noce moscata grattugiata e, in ultimo, unendo il burro di soia sciolto assieme alla cannella. 
Stendere la pasta e distribuirci sopra il ripieno in modo uniforme;
arrotolarla e sistemarla sulla placca del forno dandole la tipica forma a chiocciola.
Lasciar lievitare nuovamente la gubana per circa un'ora.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 125°.
Al momento di infornare il dolce spennellarne la superficie con un po’ di latte vegetale.
Dopo circa mezz’ora aumentare la temperatura del forno a 150° e cuocere la gubana ancora mezz’ora.
Togliere dal forno e far raffreddare la gubana su una gratella.

La possiamo servire, come da tradizione, irrorandola con una spruzzata di grappa.



giovedì 4 settembre 2014

Un "fuori programma" per il Sindaco di Pordenone sul circo con animali

immagine: Arlecchino Errante

Da diverso tempo cercavamo di ottenere dal Sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti una presa di posizione pubblica sul circo con gli animali. Con un po' di fantasia, sorprendendolo, ci siamo riusciti.

Mercoledì 3 settembre 2014, Loggia del Municipio di Pordenone:
il video del nostro "fuori programma"durante l'intervista dell'Arlecchino Errante al Sindaco Pedrotti.


lunedì 24 febbraio 2014

Le videoricette: il frico vegan


Ringraziamo di cuore Tamara e Rodrigo per averci ospitati nella loro cucina e per la realizzazione di questa gustosissima ricetta, rivisitazione in chiave vegan di una ricetta tradizionale friulana...il frico!

Ingredienti:
5 patate (800 grammi circa)
2 cipolle medie
1 bicchiere di latte di soia
1 bicchiere di yogurt di soia al naturale (non dolcificato)
2/3 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiai di fecola di patate
2 cucchiai di lievito alimentare in fiocchi
sale, pepe, olio e.v.o.

Procedimento:
tagliare a dadini le patate e le cipolle
In una padella antiaderente far appassire le cipolle in olio extra vergine d'oliva; quando saranno imbiondite unire le patate facendole risolare leggermente. A questo punto aggiungere acqua fino a coprirle, unire sale e pepe e lasciarle cuocere con il coperchio fino a che saranno tenere (se necessario aggiungere altra acqua all'occorrenza). 
Nel frattempo procedere alla preparazione del formaggio cremoso: stemperare, in un pentolino antiaderente, due cucchiai di fecola di patate con il bicchiere di latte di soia (unendolo gradualmente e mescolando per non formare grumi). Aggiungere sale e pepe q.b. e scaldare il tutto a fiamma lenta, mescolando fino a quando non si addensa. Appena il composto è denso spegnere la fiamma e unire lo yogurt di soia e 2/3 cucchiaini di succo di limone. Aiutarsi con un frullatore a immersione per rendere il composto cremoso. Accendere nuovamente il fuoco e far cuocere per qualche minuto, mescolando. Quando le patate sono cotte versarvi il formaggio cremoso e due cucchiai di lievito alimentare in fiocchi, amalgamando bene. Procedere con la cottura del frico fino a quando non si sarà formata la classica crosticina dorata. A questo punto il frico va girato (operazione delicata) aiutandosi con un piatto piano di diametro uguale o leggermente superiore a quello della padella. Va poi proseguita la cottura in modo che la crosticina si formi anche dall'altro lato. 
Impiattare e servire caldo o anche tiepido, accompagnato da polenta.
Buon appetito e GO VEGAN!



domenica 19 gennaio 2014

Le videoricette: il vegan gulash


Il Gulash è sicuramente uno dei piatti più conosciuti e rappresentativi della gastronomia ungherese..noi ve ne proponiamo una versione 100% vegetale, gustosissima e senza crudeltà. Il vegan Gulash!

Ingredienti:
300 gr. di seitan al naturale
350 gr. di patate
2 cipolle medie
2 spicchi d'aglio
2 peperoni medi 
pomodoro fresco a cubetti (o pelati)
1 costa di sedano
1 carota
½ bicchiere di vino rosso
cucchiaio di paprica dolce
1 pizzico di cumino
brodo vegetale senza glutammato
olio e.v.o. 
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.

Procedimento:
tagliate il seitan in piccoli pezzi; sbucciate e grattugiate l'aglio (o tagliatelo finemente)
sbucciate anche le patate, lavatele, asciugatele e tagliatele a pezzi 
mondate i peperoni e tagliateli a listarelle
sbucciate i pomodori, eliminate i semi e tagliateli a dadini
mondate e tagliate le cipolle grossolanamente 
Mettete in un tegame capiente l'olio di oliva e fatevi appassire le cipolle a fuoco basso per circa 15 minuti senza fargli prendere colore . 
Cospargetele di paprica unite il seitan, fate rosolare un paio di minuti; unite carota e sedano, salate, aggiungete aglio e cumino e bagnate con il mezzo bicchiere di vino rosso, facendo sfumare. Cuocete a fuoco basso per 15 minuti, aggiungendo un po' di brodo vegetale se necessario.
Trascorsi i 15 minuti aggiungete patate, peperoni e pomodoro. Proseguite la cottura con coperchio e sempre a fiamma bassa, fino a che le patate saranno morbide e il tutto sarà omogeneo e cremoso (circa 2 ore, aggiungendo poco a poco il brodo vegetale se necessario).
Lasciate riposare prima di servire. 



giovedì 14 novembre 2013

Un'arte per l'altro. L'animale nell'arte e nella filosofia - intervista a Leonardo Caffo


Un’arte per l’altro. L'animale nell'arte e nella filosofia
Leonardo Caffo e Valentina Sonzogni

È possibile ripercorrere la storia dell’arte alla luce di un nuovo paradigma del rapporto uomo-animale?
Questa è la sfida lanciata da Leonardo Caffo e Valentina Sonzogni, che in questo denso epistolario affrontano la questione dell’antispecismo confrontandosi con i concetti chiave della filosofia e della cultura occidentale.
Un tema complesso e delicato, un’inedita lettura del pensiero animalista contemporaneo che gli autori approfondiscono in ogni suo aspetto, offrendo al lettore l'opportunità di maturare una nuova percezione degli animali non umani.
Il testo è arricchito da un denso apparato iconografico, base visiva indispensabile per osservare con occhi nuovi la prospettiva specista che emerge dalla storia dell'arte.
Un ebook carico di significati profondi, per un animalismo consapevole e d’avanguardia.


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domenica 14 luglio 2013

Cosa c'entra la caccia con la Sagra dei osei di Sacile? Scopritelo con questo video

Sabato 27 luglio 2013, dalle 17.00 alle 19.00, avrà luogo una manifestazione di protesta in Piazza del Popolo a Sacile, per chiedere l'abolizione della Sagra dei osei in programma per la prima domenica dopo ferragosto.
Perché sarà importante esserci? Scopritelo con questo video, realizzato per la Manifestazione Nazionale contro le fiere ornitologico venatorie da Andrea Gaspardo di LAV Pordenone.





per maggiori informazioni sulla manifestazione: www.nosagraosei.org