mercoledì 11 dicembre 2013

Lettera aperta sul Country Christmas 2013

il Country Christmas a Pordenone
foto: © Andrea Gaspardo

Riceviamo e pubblichiamo con piacere la lettera aperta di Paola Re sulla questione Country Christmas a Pordenone, inviata alle istituzioni e agli organi di stampa locale; parole che fanno riflettere e che condividiamo. 


Gentilissimi,

ho appreso dai mezzi di informazione che a Pordenone si svolgerà dal 13 al 15 Dicembre la quinta edizione del festival Country Christmas.
Il country, con la sua musica, i suoi usi, costumi e tradizioni conta parecchi appassionati in giro per il mondo ma ciò che spesso suscita contrarietà nei suoi confronti è la presenza di animali sfruttati per dare spettacolo.
In questo festival è previsto l'impiego di 200 cavalli, un centinaio di vitelli, oltre alle consuete gare di reining (FISE), team penning (ANTE), working cow horse, gimkana, tutte discipline riconosciute dal CONI quindi, si potrebbe pensare, che male c’è?
Anche la caccia, per esempio, è uno “sport” riconosciuto dal CONI ma, guarda caso, il dissenso nei confronti della caccia da parte dei cittadini, cresce di anno in anno. Quelle del Country Christmas sono attività agonistiche legate all’equitazione americana con cavalli montati da cavalieri che si sfidano per  dimostrare la loro abilità in queste discipline, come i cowboy che a cavallo muovevano e contenevano le mandrie di bovini nelle praterie. Ogni competizione prevede che il cavallo guidato dal cavaliere faccia una serie di manovre: gare ed esercitazioni equestri legate alle specialità della monta western su cui giudici danno una votazione. La novità di quest'anno è che non ci saranno spettacoli equestri, ma solo "attività agonistiche", come se quelle attività per i cavalli fossero una passeggiata...

Mi conforta il fatto che alcune associazioni animaliste della zona abbiano organizzato una conferenza dal titolo emblematico: “Il cavallo animale. Il cavallo macchina. Chi è veramente il cavallo e come l’uomo lo trasforma”. Si tratta proprio di questo: trasformare i cavalli in macchine costretti a cavalcare, trainare, correre, saltare, ballare, esibirsi dopo essere stati spronati, eccitati, domati, frustati, per servire l’uomo nello sport, nel lavoro, nel divertimento. E quando non servono più, quel grande amore che per anni i loro sfruttatori dichiarano di nutrire per loro, si dissolve nell’inferno di un macello.

Ho letto il “Regolamento per la tutela degli animali” del Comune di Pordenone e, poiché ne leggo molti proprio perché sono interessata alla questione animale, sono rimasta positivamente impressionata dall’introduzione al Regolamento per le parole forti e chiare che esso esprime nei confronti dell’animale visto come “compagno di vita”, con cui “costruire rapporti basati sul rispetto, sulla conoscenza, sull’affetto, sul riconoscimento del loro ruolo particolare ed insostituibile nella vita degli umani”. Mi emoziono quando vedo che un’istituzione si sforza di superare quella visione antropocentrica che purtroppo avvelena le relazioni, non solo quelle tra animali umani e animali non umani, ma anche quelle tra gli stessi animali umani. E mi pare che nel Regolamento sia ben espresso nella frase: “Riservare attenzione agli animali è perciò un ottimo modo per occuparsi anche degli umani”. Questo è il cuore del problema e fare aprire gli occhi su tale visione del mondo animale (umano e non umano) è uno sforzo pedissequo e instancabile che gli animalisti e gli antispecisti fanno nella loro battaglia di vita. Leggere queste parole in un documento istituzionale è confortante e soprattutto stimolante a proseguire nel lungo cammino per l’affermazione dei diritti animali.

E quando si specifica che “Non è lecito né eticamente corretto trasformarli a nostro piacimento: dobbiamo condividere con loro la vita, non tentare di piegarli alle nostre esigenze.” si tocca una questione spinosa, quella degli spettacoli con animali in cui essi sono costretti a esibirsi in numeri proprio “a nostro piacimento”. E’ un concetto rafforzato dall’ Art. 19 - Divieto di spettacoli e intrattenimenti con l’utilizzo di animali 1. È vietata, su tutto il territorio comunale, qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato, effettuato a scopo di lucro, che contempli, in maniera totale oppure parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche.

A fronte di ciò che ho letto nel Regolamento, mi chiedo dove stia la coerenza del Comune di Pordenone che, per dirla con un noto proverbio, predica bene e razzola male. Immagino qualche rappresentante del Comune nella platea del Country Christmas a esprimere un amore per il business più che per il “compagno di vita” elogiato nel Regolamento. Chi permetterebbe che il proprio compagno di vita fosse sottoposto a fatica, lavoro, stress e perdita di dignità?

Mi appello alle parole del Regolamento: “Questo regolamento vuole perciò essere, in primo luogo, un invito alla conoscenza ed all’educazione…..vuole promuovere fra i giovani il rispetto per la vita, la natura, l’ambiente, chiama gli educatori ad assumere un ruolo importante in questa direzione, ci sollecita tutti a conoscere noi stessi anche interpretando i rapporti che sviluppiamo con gli animali.” per invitare le autorità istituzionali, politiche, scolastiche e religiose, ma soprattutto le famiglie con bambini, a non assistere agli spettacoli con animali del Country Christmas per la valenza negativa del loro messaggio.
Credo che ogni spettacolo che sfrutta gli animali sia uno spettacolo vietato ai minori, diseducativo e per nulla portatore di quei valori necessari ai bambini per vivere in armonia col mondo animale.
Ai bambini bisognerebbe insegnare che gli animali si devono rispettare e difendere, non sfruttare per incrementare il successo di un festival che potrebbe sfidare se stesso impiegando il solo talento degli artisti, per esempio dei ballerini e i cantanti.  Facciamo lavorare le persone, non gli animali: per le persone il lavoro è un diritto, se si è fortunati anche un divertimento, per gli animali è una schiavitù.
Se Pordenone vuole erigersi a città che tutela la tradizione del country, lo faccia con giornate di studio, convegni, conferenze, proiezioni di film e documentari, mostre, laboratori didattici, giochi, canti, balli. Ci sono tante idee stimolanti per fare una festa country ma teniamo lontani i cavalli e i bovini perché per loro quella non è affatto una festa.

Invito il Sindaco Claudio Pedrotti a riflettere sulla discrepanza creatasi tra il dire e il fare del suo Comune: una discrepanza che mina la fiducia che molti suoi cittadini nutrono nell’Amministrazione Comunale.

Invito Claudio Cattaruzza, Assessore con  delega a cultura, manifestazioni, tempo libero, eventi, turismo e promozione della città a valutare se il Country Christmas, che si serve degli animali per fare spettacolo, sia un evento da considerare rappresentativo di tutto ciò. Credo che Pordenone sia da ricordare per le arti figurative, l’archeologia e la storia naturale promosse dai suoi musei, per i suoi parchi e per la sua natura. Bisogna incentivare un turismo etico, senza sfruttamento di alcun essere senziente, che non pensi solo agli introiti economici ma che susciti la voglia di ritornare per approfondire la conoscenza.

Invito Ines Flavia Rubino, Assessora con  delega ad asili nido, scuole materne e istruzione a impegnarsi affinché ai piccoli cittadini di Pordenone non venga trasmessa quella cultura di sfruttamento degli animali che non gioverebbe alla loro crescita serena. Soprattutto spero che il Country Christmas non venga pubblicizzato nelle scuole come spesso accade con il circo con animali, tramite la distribuzione di biglietti gratuiti e ridotti.

Invito Vincenzo Romor, assessore con delega alle politiche sociali tra cui quelle per gli animali, a pensare fin da ora al prossimo Country Christmas, costruendo un dialogo con le associazioni animaliste e antispeciste che, se chiedono un Country Christmas senza animali è per il bene di tutti gli animali, umani e non umani.

Cordiali saluti.
Paola Re

1 commento:

  1. Grazie per questo bellissimo articolo.
    Vorrei che lo leggano tutti.
    Anch'io mi auguro un prossimo Country Christmas senza animali.
    Marta

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